Il bianco e il nero
"Ommiodio..." è il mio primo pensiero riaprendo la pagina bianca di Splinder
"Se fosse reale ci sarebbero le ragnatele" e mentalmente inizio a spolverare. Mentre scrivo una o due volte mi passa la voglia di postare e muovo il cursore, rosso e linuxiano, verso la X in cima alla finestra, come alla ricerca del fantomatico tesoro dell'isola dei pirati.
E se l'isola dei pirati esistesse veramente? E se sotto quella X, bianca, che risplende anche sullo schermo opaco, ci fosse realmente un tesoro? Un tesoro telematico magari, il punto zero della rete.
Il punto zero di internet.
L'ombelico del mondo.
L'alfa e l'omega di tutte le coscienze umane.
Perché è vero... internet ormai ci unisce un po' tutti. è troppo facile parlare con qualcuno dall'altro lato del pianeta, solo tramite cuffie e microfono. E' troppo facile, però, anche svanire, perdersi nel flusso di dati, rimanere davanti allo schermo con lo sguardo inebetito senza sapere che fare, mentre alle nostre spalle si accumulano le scartoffie.
Mi fermo a pensare.
Avevo iniziato a scrivere questo post come ennesimo ritorno alla blogosfera (questo termine mi fa immaginare un enorme serra, piena di piante e di insetti, ed ogni foglia e una pagina di un blog) perché mi sembra di star vegetando ultimamente, vegentando tantissimo (ancora le piante, che sia un messaggio inconscio del mio io segreto che mi dica "Va a zappare la terra?"), e so che devo scrivere, darmi delle scadenze e mettere in ordine le idee (e magari trovare anche un lavoro).
Scritto con la tecnica del flusso di coscienza, e non lo voglio nemmeno rileggere, non mi piace questa tecnica e odio il libro di Fight Club tanto quanto amo il film.
Ora cerco l'immagine da mettere a capo di questo post inutile, poi cliccherò "pubblica il post" e andrò a cercare il tesoro dei pirati...